Per ritoccare immagini e fare grafica esistono strade diverse da Photoshop. Ne raccolgo cinque più un editor che gira nel browser, in ordine di preferenza.
Una premessa che cambia il modo di leggere la lista: non sono sei copie dello stesso prodotto. Hanno obiettivi diversi, e per scegliere devi partire dal lavoro, dai formati e dalle funzioni che ti servono davvero.
5. Photo Pos Pro: fotoritocco a edizioni
Al quinto posto, con strumenti per colore, livelli ed effetti. C'è una versione gratuita e una a pagamento con funzioni aggiuntive.
La distinzione conta: gratuito non significa open source, e una funzione descritta sul sito non è detto che sia nell'edizione che stai usando.
I riferimenti a Wine e ad altre modalità di esecuzione non garantiscono compatibilità ovunque. Se ti interessa, verifica versione, requisiti e limiti sul tuo sistema prima di farci affidamento.
4. Pinta: interventi rapidi sulle immagini
Pinta ha un'interfaccia semplice e copre livelli, trasparenze ed effetti. È lo strumento per i lavori che non giustificano l'apertura di qualcosa di più pesante.
Qui devo correggermi: avevo attribuito all'apertura del codice aggiornamenti e correzioni automaticamente rapidissimi. Non funziona così. Il software libero offre la possibilità di partecipare; i tempi dipendono dalle persone e dalle risorse che quel progetto ha.
E anche la «compatibilità con tutti i formati» va sostituita con una prova sui file che apri tu.
3. CinePaint: il riferimento cinematografico
CinePaint sta qui per la sua storia legata al trattamento delle immagini in ambito cinematografico, ed è quella specializzazione a incuriosirmi.
Essere stato usato in produzioni cinematografiche non dimostra che abbia tutte le funzioni di Photoshop, né che lo superi da qualche parte. E una citazione storica non dice niente su disponibilità e manutenzione oggi.
Prendilo come parte di un percorso di scoperta, non come una raccomandazione da seguire senza controllare.
2. Krita: disegno e pittura digitale
Krita è secondo soprattutto per pennelli, illustrazione e lavoro con la tavoletta grafica. Il progetto si presenta come applicazione per la pittura digitale, con strumenti e livelli pensati per quello. Caratteristiche di Krita.
Gestisce anche immagini e operazioni fuori dal disegno, ma il suo orientamento è dichiarato: se cerchi una sostituzione per un flusso fotografico, controlla prima che copra quello che fai.
È il miglior esempio del perché «alternativa» non debba significare imitazione. Un programma può essere più adatto proprio perché organizza il lavoro in un altro modo.
1. GIMP: quello che uso io
GIMP è il programma con cui faccio le grafiche. Mi piacciono gli strumenti di manipolazione delle immagini e la possibilità di adattare l'ambiente al mio modo di lavorare. Presentazione ufficiale GIMP.
Detto questo, non è quattro volte più veloce di Photoshop: quel numero non l'ho misurato e non posso sostenerlo. E il riferimento a Python non spiega le prestazioni di un'applicazione.
La preferenza resta valida senza questi assoluti. Quello che racconto è un flusso di lavoro che conosco e in cui mi trovo bene, non un'equivalenza di funzioni garantita.
Bonus: Photopea nel browser
Photopea mi interessa perché non richiede installazione e perché strumenti e formati risultano familiari a chi viene da Photoshop.
Girare nel browser però non significa non consumare risorse: elaborazione e memoria sono del tuo dispositivo. La documentazione chiarisce anche che, una volta caricata l'applicazione, puoi continuare a usarla offline. Introduzione ufficiale Photopea.
La prova che rende utile il confronto
Scegli un progetto rappresentativo — il ritocco di una foto, una composizione a livelli, una grafica da pubblicare — e verifica apertura, modifica, salvataggio e consegna nel formato richiesto.
È lì che compatibilità e limiti si vedono davvero. Questa classifica racconta un percorso e una preferenza; il criterio per decidere ce l'hai nel tuo lavoro.