Nell'agosto 2026 ho ridotto drasticamente la mia presenza sui social per circa dieci giorni, mantenendo soltanto le attività che ritenevo necessarie. Nel video racconto che cosa mi ha portato a questa scelta e perché ho iniziato a distinguere con più attenzione creazione di contenuti e permanenza sulle piattaforme.

Accorgermi del tempo impiegato

Ripenso a un periodo in cui, secondo la mia osservazione personale, trascorrevo molto tempo tra TikTok e Instagram, arrivando in alcune giornate a circa sei ore. Anche la necessità di conoscere il lavoro di altri creator poteva diventare una giustificazione per proseguire senza uno scopo preciso.

Ho iniziato a impostare limiti e a usare le applicazioni per attività definite: cercare qualcosa, pubblicare, rispondere e poi chiudere. È un esperimento su di me, non una misurazione clinica o una regola generale sul tempo corretto da passare online.

Essere ovunque aveva un costo

Avevo cercato di ampliare il pubblico distribuendo contenuti su molte piattaforme. Nel racconto spiego di aver rivalutato questa strategia, perché il lavoro richiesto non mi sembrava proporzionato ai risultati e alle altre attività che volevo portare avanti.

Concentrare l'attenzione mi ha lasciato più spazio anche per sviluppare applicazioni e progetti. Questo non dimostra che ogni creator debba adottare la stessa scelta: rende visibile un costo che spesso viene ignorato quando si parla soltanto di crescita.

Relazioni e confronto oltre il feed

Durante la pausa ho dedicato tempo a telefonate, passeggiate e incontri. Per me è stato un cambiamento piacevole. Non significa che la comunicazione online sia sempre peggiore o che tutti preferiscano una telefonata: persone e bisogni sono differenti.

Ricordo anche le relazioni nate attraverso altre comunità digitali. Il valore non dipende soltanto dal nome della piattaforma, ma dalla qualità degli scambi che vi costruiamo.

Un contenuto può contare oltre le visualizzazioni

Nel video parlo del mio rapporto con iscritti, like e numeri. Ho imparato a riconoscere che alcuni argomenti possono raggiungere meno persone e restare comunque importanti per ciò che desidero divulgare.

Questo non rende inutili le analitiche: mi aiutano a comprendere la risposta del pubblico. Cerco però di non usarle come unica misura del valore del lavoro o della mia giornata.

Continuare con maggiore intenzione

La pausa non è un abbandono del progetto. È un modo per chiedermi come mantenerlo coerente con ciò che racconto: autonomia, curiosità e un uso della tecnologia che lasci spazio anche al resto della vita.

L'invito è osservare le proprie abitudini senza presumere di dover replicare le mie. La domanda da cui partire è concreta: il tempo che dedico a questo strumento corrisponde ancora a ciò che voglio farci?