Le previsioni tecnologiche sono più interessanti quando torniamo a confrontarle con ciò che abbiamo osservato. Nel bilancio di fine 2025 riguardo le sei “profezie di Nostra Lorenzus”: Linux, automazione con l’IA, design mobile, conflitti, Google e videogiochi. Alcune mi sembrano vicine alla direzione presa dall’anno; altre richiedono una valutazione più sfumata.

Il formato rimane goliardico. Non rivendico capacità profetiche e non presento un modello statistico: uso l’ironia per discutere temi complessi in modo accessibile, riprendendo il video pubblicato a gennaio.

1. Non sarebbe stato l’anno della conquista di Linux

La prima previsione distingueva la crescita di Linux dalla conquista del desktop. Nel bilancio considero plausibile questa distinzione: noto un interesse crescente per il software libero, senza interpretarlo come il sorpasso definitivo sugli altri sistemi.

Collego parte di quell’interesse alla fine del supporto ordinario di Windows 10 e alla necessità, per molte persone, di valutare il futuro dei propri computer. Richiamo inoltre il lavoro di distribuzioni italiane come Parrot, Ufficio Zero e Modicia, che apprezzo per obiettivi diversi.

Queste sono osservazioni e preferenze personali. Il video non fornisce una serie statistica con cui misurare l’intera migrazione, né stabilisce una soglia numerica precisa per definire “l’anno di Linux”. Perciò il mio giudizio positivo sulla previsione non equivale a una verifica quantitativa.

Va anche corretta la frase secondo cui Microsoft avrebbe aperto Windows 11 a qualsiasi computer: aggirare un controllo di installazione non rende il dispositivo ufficialmente supportato. La documentazione Microsoft sull’hardware non conforme mantiene questa distinzione. Non è una conferma dell’abbandono generale dei requisiti.

2. L’IA avrebbe automatizzato sempre più attività

Nel video originario la formula era volutamente ampia: “le IA automatizzeranno tutto”. Riguardandola, riconosco soprattutto la diffusione dell’automazione in scrittura, traduzione, sottotitoli e creazione di contenuti.

Porto anche un esempio del mio canale: racconto che YouTube propone il doppiaggio automatico in inglese dei video. È un riscontro concreto nel mio lavoro, diverso dall’affermare che ogni attività creativa sia ormai sostituibile o che il risultato automatico non abbia bisogno di controllo.

Nel bilancio osservo inoltre che lo sviluppo software continua a richiedere un contributo umano importante. L’IA può aiutare su compiti delimitati, ma il fatto che produca codice non basta a risolvere tutto ciò che riguarda un progetto.

Considero quindi centrata la direzione generale dell’automazione. La parola “tutto”, invece, appartiene all’enfasi del format: non è una conclusione letterale. Il video non contiene neppure una misurazione sufficiente per stabilire che i contenuti sintetici abbiano superato quelli umani nell’intero web.

3. Android, iOS e dispositivi si sarebbero assomigliati di più

La terza previsione riguardava la convergenza dei linguaggi visivi. Mi aspettavo interfacce e prodotti sempre più simili, perché i produttori tendono a riprendere soluzioni riconoscibili e apprezzate dal pubblico.

Nel commento di fine anno la considero riuscita soltanto in parte. Mi sembra più evidente in alcune scelte di Samsung, meno uniforme nel resto del mondo Android.

È un giudizio estetico e d’uso, non un’analisi misurata di ogni interfaccia. Lo trovo interessante proprio perché mi costringe a ridimensionare una formula troppo generale: osservare due prodotti che si avvicinano non dimostra che tutti i marchi stiano seguendo la stessa traiettoria.

4. I conflitti avrebbero influenzato la tecnologia

Questa era la previsione più delicata. Nel video collego il contesto geopolitico allo sviluppo tecnologico e alle forme di controllo, ma lo faccio con esempi molto ampi.

Il fatto che esista una relazione tra decisioni politiche e tecnologie non basta, da solo, a dimostrare la riuscita di una previsione formulata senza un risultato preciso. Né una misura sui social o sui viaggi prova automaticamente un rapporto causale con una guerra.

Rileggendo questo passaggio, preferisco conservarne la domanda: quali effetti producono i conflitti sulle infrastrutture, sugli investimenti e sull’accesso alle informazioni? È più utile di attribuire a un unico evento la nascita di piattaforme o tecnologie con storie diverse.

5. Google avrebbe iniziato un declino

A gennaio immaginavo un indebolimento di Google, anche per la concorrenza di nuovi modi di cercare informazioni. Nel bilancio riconosco che la situazione mi appare più articolata.

Da una parte noto la pressione degli assistenti e dei servizi di ricerca con IA. Dall’altra considero la capacità di Google di integrare Gemini e risposte sintetiche nel proprio ecosistema come un tentativo di reagire e rafforzare l’offerta.

Nel video assegno quindi a questa previsione un risultato parziale. Non presento dati sufficienti a certificare un declino complessivo dell’azienda: utilizzo di Search, ricavi, qualità percepita e concorrenza sono indicatori differenti. Anche una proposta di intervento antitrust va distinta da una decisione effettivamente adottata.

La domanda rimane aperta sul rapporto tra una piattaforma molto radicata e le abitudini che cambiano. Un concorrente visibile non dimostra, da solo, che il servizio precedente sia destinato a scomparire.

6. I videogiochi avrebbero inciso sulla scelta del sistema operativo

L’ultima previsione è quella che nel bilancio considero con maggiore entusiasmo. Il ragionamento è che la disponibilità dei giochi possa rendere praticabile Linux anche per chi lo apprezzava già in altri ambiti.

Richiamo Steam Deck, il lavoro di Valve e la compatibilità attraverso Proton. Il punto è il ruolo del videogioco nella decisione quotidiana: se per una persona giocare è indispensabile, la compatibilità della sua libreria pesa quanto gli strumenti di lavoro.

Non ne ricavo che ogni gioco funzioni o che tutto l’aumento di interesse per Linux derivi dal gaming. Il video propone un’interpretazione, non isola le cause con dati comparabili. Anche servizi in abbonamento, esecuzione locale e gioco via cloud sono esperienze da distinguere.

Il punteggio è un gioco; il confronto è la parte utile

Nel video chiudo scherzando sulle due “mezze profezie” sbagliate e sulle altre che considero riuscite. Quel conteggio descrive la mia autovalutazione nel format, non un tasso di accuratezza dimostrato.

Il valore del ritorno a fine anno è riascoltare ciò che avevo previsto, riconoscere dove avevo generalizzato e preparare domande migliori per l’anno successivo. Linux, IA e servizi digitali cambiano abbastanza da meritare questo confronto senza trasformare ogni intuizione in una vittoria da rivendicare.

Nostra Lorenzus rimane un modo leggero di ragionare insieme. La parte seria è lasciare visibili le aspettative e permettere a chi segue il canale di discuterle, anche quando la realtà prende una direzione diversa.