Il primo appuntamento di Feel Releases mette insieme due notizie del 2021: il progetto di un nuovo installer per Ubuntu e l'analisi di KeRnSoMwArE, un ransomware italiano ancora in fase di test nel campione osservato.
L'idea della rubrica è ragionare sulle notizie, non soltanto elencarle. Nel video chiedo anche riscontri sul formato, perché sto sperimentando un modo più diretto di discutere ciò che accade nel mondo informatico.
Ubuntu ripensa l'installer
Le prime immagini mi colpiscono per un'interfaccia più pulita. Nel video riconosco il lavoro sul design, ma pongo una domanda che ritorna spesso nei miei contenuti: quanto l'aspetto aiuta davvero l'uso del programma?
La proposta ufficiale del febbraio 2021 non riguarda soltanto la grafica. Include il lavoro su una base tecnologica più condivisa tra installazione desktop e server e su un nuovo frontend.
Si tratta di un progetto e di prototipi nel contesto della notizia. Non bisogna presentare ogni immagine o scadenza prevista allora come una funzione già disponibile nella versione stabile di Ubuntu.
Funzionalità e bellezza non devono escludersi
La mia preferenza va a un software reattivo, che riesca a funzionare su hardware differente. Un'interfaccia piacevole non compensa, per me, un programma che impedisce di svolgere il lavoro.
Tuttavia un design più curato non implica automaticamente un consumo maggiore di risorse. Per stabilirlo servono prove: dalle schermate si può giudicare l'organizzazione visiva, non misurare il peso del programma.
Un buon installer dovrebbe rendere comprensibili soprattutto le decisioni importanti, come disco, partizioni e conseguenze dell'installazione. L'estetica diventa utile quando aiuta a riconoscere queste scelte.
KeRnSoMwArE: che cosa era stato osservato
Il CERT-AGID pubblica l'analisi il 27 febbraio 2021, dopo la condivisione del campione da parte dei ricercatori. Il software esaminato usa percorsi di prova e non viene descritto come una campagna attiva già dimostrata.
Il campione chiude alcuni processi, avvia un conto alla rovescia e cifra un file di esempio. La richiesta visualizzata parla di 300 dollari in Bitcoin e due ore di tempo, ma manca l'indirizzo per il pagamento; l'analisi precisa anche che, alla scadenza, non era implementata l'azione di rimozione minacciata.
È quindi importante distinguere ciò che la schermata intimidatoria promette da ciò che il codice osservato esegue realmente.
Cifratura robusta e implementazione difettosa
Nel video discuto la combinazione di cifratura dei dati e protezione delle chiavi. Il caso mostra che usare algoritmi noti non basta a rendere corretta l'intera implementazione.
L'analisi del campione evidenzia informazioni recuperabili dal codice. Questo non autorizza però a trasformare i dettagli di un prototipo in una procedura universale per recuperare file colpiti da ransomware differenti.
In particolare, non riproporrei come regola generale l'idea di lasciare sempre in esecuzione il malware. La gestione di un incidente dipende dal campione, dallo stato del sistema e dalla necessità di preservare prove e possibilità di recupero.
Un campione non descrive tutte le minacce
La notizia mi porta a riflettere sull'interesse dei criminali per l'estorsione digitale. Non dimostra però che i ransomware siano comparsi in Italia soltanto durante la pandemia o che ogni attacco dipenda dalla negligenza della vittima.
Messaggi ingannevoli, credenziali compromesse, vulnerabilità e configurazioni errate possono contribuire a incidenti diversi. La formazione aiuta, ma deve essere accompagnata da aggiornamenti, controllo degli accessi e copie recuperabili dei dati.
Il compito della divulgazione è rendere comprensibili queste differenze. Se trasformiamo ogni notizia in una minaccia indistinta, lasciamo il pubblico spaventato ma meno capace di decidere.
Il filo comune di questo primo Feel Releases
Installer e ransomware sembrano temi lontani. Li collega il rapporto tra ciò che vediamo sullo schermo e ciò che il software fa davvero.
Un'interfaccia bella non dimostra da sola efficienza; un conto alla rovescia non dimostra che tutte le azioni minacciate siano implementate. In entrambi i casi vale la pena andare oltre l'impressione iniziale, leggere le fonti e capire i limiti di ciò che sappiamo.