Per il centesimo video mostro la configurazione del mio computer fisso con Ubuntu MATE 22.04 LTS. È la macchina che uso a casa, anche per produrre i contenuti del canale, distinta dal portatile impiegato all’università.
Personalizzare senza cambiare tutto
La configurazione parte da una scelta semplice: mantenere molti elementi dell’aspetto predefinito e intervenire soltanto dove ne sento il bisogno. Nel video spiego di aver usato in passato un tema scuro con un monitor diverso, mentre in questa configurazione preferisco altre impostazioni.
Lo sfondo con la scritta “Dream” risponde invece a una preferenza personale. Non migliora le prestazioni: rende lo spazio di lavoro più vicino al modo in cui voglio viverlo.
Finestre e organizzazione del desktop
Mostro la posizione dei controlli delle finestre, l’uso dei font e il gestore delle finestre Marco. Sono scelte che descrivono il mio ambiente, non impostazioni obbligatorie per usare MATE correttamente.
La personalizzazione ha senso quando rende immediato ciò che si fa spesso. Copiare un desktop soltanto per il suo aspetto può essere meno utile che capire la ragione delle singole scelte.
Gli strumenti di sviluppo
Tra le applicazioni mostrate compaiono Android Studio, Geany, IntelliJ IDEA, PyCharm e VSCodium. Le uso per esigenze legate allo studio e ai progetti, senza considerarle tutte necessarie per chiunque installi la distribuzione.
Mostro anche strumenti di sistema aggiunti alla configurazione, tra cui GParted e VirtualBox. Il video serve a distinguere ciò che arriva con l’installazione da ciò che ho scelto in seguito.
Una configurazione che nasce dall’uso
Il punto dell’episodio è mostrare un computer realmente impiegato ogni giorno. La configurazione non è un modello universale: è il risultato di abitudini, attività e preferenze maturate nel tempo.