Ho scelto Waterfox dopo un periodo di utilizzo quotidiano, cercando un browser vicino all'esperienza di Firefox e coerente con le mie preferenze sulla privacy. Nel video del maggio 2025 racconto le ragioni del passaggio e mostro l'ambiente che sto usando su computer e telefono.
Il motivo del cambiamento
Il punto di partenza è la mia insoddisfazione per la comunicazione di Mozilla sui nuovi termini di utilizzo di Firefox. Da qui nasce il desiderio di valutare un'alternativa, continuando però a usare un browser della famiglia Firefox.
Va corretta una formulazione troppo netta del parlato: il cambiamento dei termini non dimostra che Mozilla venda la cronologia degli utenti o la impieghi per addestrare modelli di IA. Nel chiarimento pubblicato il 28 febbraio 2025, Mozilla spiega anche la complessità delle diverse definizioni giuridiche di vendita dei dati. Il mio giudizio sulla fiducia nell'azienda resta un'opinione, distinta da un'accusa documentata.
Un ambiente familiare
Waterfox mi permette di conservare un'interfaccia che conosco, con le schede in alto, le estensioni dell'ecosistema Firefox e la possibilità di recuperare i miei dati di navigazione. Nel video mostro anche funzioni come le schede private e i contenitori, pur precisando che non sfrutto abitualmente tutte queste opzioni.
La sensazione di maggiore velocità ha contribuito alla mia scelta. È però un'impressione d'uso: non ho presentato un confronto cronometrato o un benchmark che dimostri una superiorità generale rispetto a Firefox.
Privacy senza promesse assolute
Apprezzo l'attenzione del progetto alle impostazioni di privacy e la riduzione della telemetria. Questo non significa che il browser non effettui connessioni di servizio, né che renda anonimo chi naviga. Aggiornamenti, componenti aggiuntivi, sincronizzazione e motore di ricerca hanno funzioni e condizioni da considerare separatamente.
Anche una scheda privata riguarda soprattutto la separazione e la conservazione locale dei dati: non rende invisibili a siti, account o gestori di rete. La documentazione di Waterfox sulle schede private chiarisce questi limiti.
La mia scelta su Linux
Per comodità, nella prova utilizzo il pacchetto Flatpak. La preferenza riguarda il mio ambiente e il mio modo di gestire le applicazioni; non rende automaticamente sbagliate le altre modalità di distribuzione.
Il risultato è un browser con cui mi trovo bene, mantenendo una continuità con Firefox. Per decidere un eventuale passaggio, le domande utili restano concrete: funzionano i siti indispensabili, ritrovo le estensioni necessarie e comprendo quali dati vengono trattati dai servizi che attivo?