Hardware è la parte fisica di un dispositivo; software è l'insieme dei programmi che ne determinano il comportamento. Da questa distinzione possiamo capire molte parole usate nei video di informatica: CPU, GPU, RAM, app, malware, Git e GitHub.

Ho preparato questa guida dopo una richiesta arrivata nei commenti. Mi sono reso conto che alcuni termini, per me quotidiani, possono interrompere il ragionamento di chi si avvicina alla tecnologia. L'obiettivo è offrire un punto di riferimento comprensibile, da riprendere quando serve.

Device e hardware

“Device” significa dispositivo: può essere un computer, uno smartphone, un tablet o un altro apparecchio elettronico. L'hardware comprende i componenti fisici, dai circuiti alla memoria, fino allo schermo e ai connettori.

Dispositivi diversi svolgono molte funzioni simili, ma non contengono necessariamente gli stessi componenti separati. Nei prodotti compatti, più funzioni possono essere integrate nello stesso chip.

Scheda madre: il collegamento tra i componenti

La scheda madre è il circuito principale che collega le varie parti del computer. Permette a processore, memoria e periferiche di comunicare attraverso interfacce e collegamenti previsti dal progetto.

In un desktop molti componenti possono essere installati o sostituiti separatamente. In un portatile o in uno smartphone una maggiore integrazione può ridurre questa possibilità. Il ruolo resta simile, ma cambia la struttura del dispositivo.

CPU: eseguire le istruzioni

La CPU è il processore centrale. Esegue istruzioni e partecipa al coordinamento di molte attività del sistema. Nel video la paragono al cervello del computer: è un'immagine utile per iniziare, purché non faccia dimenticare il lavoro degli altri componenti.

Le prestazioni non dipendono da un solo numero. Architettura, frequenza, numero di core e tipo di attività influiscono sul risultato, insieme a memoria, archiviazione e limiti termici.

RAM e archiviazione: due ruoli diversi

La RAM conserva dati e istruzioni necessari ai programmi in esecuzione. È una memoria di lavoro normalmente volatile: il suo contenuto non viene mantenuto quando manca alimentazione.

L'archiviazione conserva invece sistema, applicazioni e file nel tempo. Può essere un disco rigido, un SSD o memoria flash integrata. Quando lo smartphone segnala spazio esaurito per foto e video, il problema riguarda generalmente l'archiviazione, non un hard disk meccanico nascosto nel telefono.

Più RAM può aiutare se quella disponibile non basta. Non rende però automaticamente più veloce qualsiasi operazione. Inoltre la RAM non è la memoria più veloce in assoluto del computer: registri e cache del processore hanno ruoli e caratteristiche differenti.

GPU e scheda video

La GPU è un processore specializzato particolarmente adatto a molte elaborazioni parallele. La associamo alla grafica e ai videogiochi, ma viene utilizzata anche in altri ambiti, compresi diversi carichi di intelligenza artificiale.

Una scheda video dedicata contiene una GPU e altri componenti, spesso inclusa memoria propria. Una GPU può però essere integrata nel processore o in un sistema su chip: GPU e scheda video non sono sinonimi perfetti.

La memoria grafica aiuta a gestire dati necessari al lavoro, ma la capacità di calcolo non deriva soltanto dall'essere “RAM più veloce”. Contano il tipo di operazione, la GPU e il software che la utilizza.

SoC e componenti integrati

Nel video uso Apple Silicon come esempio di integrazione. Un system-on-chip, o SoC, riunisce più funzioni nello stesso circuito: tra queste possono esserci CPU, GPU e unità specializzate.

Integrare non significa automaticamente perdere prestazioni. Può ridurre consumi e distanze tra componenti; il risultato dipende dal progetto e dal carico di lavoro.

Anche il confronto tra portatile e desktop richiede modelli concreti. I limiti di spazio e raffreddamento contano, ma un portatile non è necessariamente meno potente di qualunque computer fisso.

Software, programma e app

Il software comprende programmi e istruzioni eseguiti dal dispositivo. “App” è l'abbreviazione di applicazione e non indica qualcosa riservato ai telefoni: anche un programma desktop può essere chiamato applicazione.

Il sistema operativo fa parte del software, pur avendo un ruolo diverso da un editor di immagini o da un client di posta. Un'app di posta, per esempio, comunica con i servizi che gestiscono i messaggi e li presenta in un'interfaccia.

Un installer è invece un programma che prepara l'installazione: copia file, configura componenti o registra ciò che serve al funzionamento dell'applicazione.

Malware, virus, spyware e ransomware

“Malware” indica software malevolo. È il termine generale sotto il quale rientrano categorie differenti.

Termine Idea principale
Virus Codice che si replica infettando altri elementi, come file o programmi
Spyware Software utilizzato per raccogliere informazioni o sorvegliare attività
Ransomware Software impiegato per estorcere un riscatto, spesso bloccando o cifrando dati

Le categorie possono sovrapporsi nelle operazioni reali. Non serve stabilire quale sia “sempre il peggiore”: le conseguenze dipendono da che cosa viene colpito e da quali protezioni sono presenti.

Git, GitHub e versionamento

Git è uno strumento di controllo delle versioni. Permette di registrare la storia delle modifiche e di lavorare su percorsi di sviluppo differenti.

GitHub è una piattaforma che ospita repository e offre strumenti di collaborazione. Non è Git e non è necessario usarlo per avere un progetto versionato: Git può funzionare localmente o con altri servizi remoti.

Quando nel canale parlo di pubblicare il codice, mi riferisco alla possibilità di renderlo disponibile in un repository. La visibilità del codice e la licenza che ne regola l'uso sono aspetti distinti.

Un lessico per seguire il ragionamento

Conoscere queste parole non significa aver esaurito l'informatica. Significa avere una mappa iniziale: distinguere componenti fisici, programmi, memoria e strumenti di sviluppo permette di capire più facilmente che cosa viene spiegato.

Il mio obiettivo è questo: usare i termini tecnici quando servono, senza lasciare che diventino una barriera. Quando una parola non è chiara, fermarsi a darle un significato concreto è già un passo verso un uso più consapevole della tecnologia.