Zen Browser mi ha colpito per il modo in cui ripensa l’interfaccia di Firefox. Nel video del novembre 2024 mostro la versione allora in fase alpha, soffermandomi su schede verticali, personalizzazione e organizzazione dello spazio di lavoro.

Schede, spazi di lavoro e Split View

La differenza più visibile è la gestione delle schede. Zen propone un’impostazione verticale che personalmente non considero indispensabile, ma che può risultare comoda quando si tengono aperte molte pagine.

Nel video esploro anche la Split View, le barre laterali e gli spazi di lavoro. Sono funzioni che cercano di ridurre il continuo passaggio fra finestre e di rendere più ordinata la navigazione.

Glance aggiunge un’altra possibilità: aprire un’anteprima di un collegamento senza abbandonare subito il contesto della pagina corrente. Il valore di questi strumenti dipende dal proprio modo di consultare il Web.

La prova quotidiana

Mostro una navigazione su YouTube e l’apertura del mio canale. L’esperienza mi appare reattiva, ma non si tratta di un benchmark: connessione, hardware, profilo e siti visitati influenzano il risultato.

Le impostazioni permettono di intervenire sull’aspetto e sul comportamento del browser. Ritrovo inoltre elementi familiari a chi utilizza Firefox, la base tecnologica da cui parte il progetto.

Perché continuo a usare anche Firefox

Il giudizio su Zen è positivo, ma nel video spiego che il mio ambiente di lavoro su Firefox è stato costruito nel tempo. Estensioni, preferenze e abitudini hanno un valore pratico che non scompare davanti a un’interfaccia nuova.

Questa recensione riguarda una versione preliminare del 2024. Il punto interessante è la direzione del progetto: offrire un’esperienza diversa sulla base di Firefox, lasciando all’utente la scelta di quanto personalizzare e di quali funzioni adottare.